Air Jordan: La storia completa dalla I alla XVIII

di Sneaker Narcos
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Se c’è un personaggio che rappresenta al 100% l’anima e l’essenza della cultura delle sneakers sviluppata in tutto il mondo negli ultimi anni, è sicuramente Michael Jordan. Per i pochi che non lo sapessero, stiamo parlando del più grande giocatore di basket della storia, qualcosa di simile a una figura mitologica, capace di ispirare una sorta di culto religioso tra tutti gli appassionati dello sport con la palla a spicchi e non solo; il culto Jordan è senza dubbio ben rappresentato dal brand che prende il nome dal campione di basket e che, col passare degli anni, ha avuto un successo tale da diventare uno dei marchi più influenti nel settore dell’abbigliamento sportivo.

Il brand fu fondato nel 1985 da Nike e fece il suo esordio nello stesso anno con le Air Jordan (“Air” era uno dei soprannomi di Michael, affibbiatogli per le straordinarie capacità atletiche), linea di calzature sportive indossate sin dal suo primo anno da professionista in NBA dallo stesso Jordan. Il brand Jordan è in grado ancora oggi di scaldare il cuore (e il portafoglio) di qualsiasi sneakerhead, in fibrillazione soltanto alla vista del logo del celebre Jumpman. A partire proprio dal 1985 la casa americana ebbe la brillante intuizione di accompagnare ogni nuova stagione di MJ con lo sfoggio di un nuovo modello. Il successo delle scarpe fu enorme e, se possibile, si è consolidato e rafforzato nel corso degli anni, grazie anche al rilascio di versioni esclusive e limitate dei vari modelli.

Ripercorriamo dunque in breve la storia delle Air Jordan che hanno accompagnato la leggenda del più grande giocatore di pallacanestro nel corso della sua gloriosa carriera.

AIR JORDAN I

air jordan 1Le Air Jordan fanno il loro esordio sul mercato nel marzo del 1985 e subito attirano l’attenzione per il loro design accattivante, con taglio high, tomaia in pelle, sul cui lato spicca lo swoosh e, nella parte superiore, un pallone con le ali e la scritta Jordan. Il successo commerciale è incredibile, anche grazie a una campagna pubblicitaria sapientemente orchestrata, che ruota intorno al divieto imposto da NBA di utilizzare le scarpe sul campo da gioco a causa della loro colorazione (inizialmente le sneaker da poter utilizzare in campo erano tutte esclusivamente in bianco); in realtà l’oggetto del divieto sono le Nike Air Ship, utilizzate nel precampionato del 1984 e Nike è abile ad architettare una promotion in cui il dettaglio di quali siano realmente le scarpe vietate sui parquet della NBA passa in secondo piano. Tutti ormai desiderano avere ai propri piedi le sneakers proibite, rilasciate in seguito anche in una colorway con più bianco, in linea con le esigenze della federazione americana di basket.

AIR JORDAN II

air jordan 2Le Air Jordan II vengono disegnate da Bruce Kilgore e lanciate nel 1986; il taglio è lo stesso della versione precedente, ma, a parte questo le differenze sono sostanziali. Innanzitutto per la prima volta manca il baffo di Nike, con solo il logo Jordan, ancora nella versione pallone alato, che campeggia vistosamente sulla linguetta delle scarpe; inoltre le sneakers, anche se disegnate in America, vengono fatte in Europa, con innovative tecnologie spagnole e, soprattutto, pregiata pelle italiana. In questo caso purtroppo il successo commerciale non va di pari passo con le fortune sul campo di Jordan; MJ infatti si infortuna a un piede e gioca soltanto 18 partite in stagione.

AIR JORDAN III

air jordan 3Le Air Jordan III, rilasciate nel 1988 con una campagna pubblicitaria che coinvolge addirittura Spike Lee, sono il modello che segna l’inizio della collaborazione tra Jordan e lo storico designer Tinker Hatfield, che avrebbe curato la realizzazione dei successivi 12 modelli e nei primi schizzi avrebbe pensato di chiamare il modello in questione Air Jordan Revolution, proprio per rimarcare il punto di svolta rispetto al passato. Con le Air Jordan III fa anche la comparsa sulla linguetta delle scarpe il logo Jumpman, già apparso su una maglietta nel 1985, ma soltanto da allora destinato a diventare il marchio inconfondibile del brand. I caratteristici inserti con stampa a effetto pelle di elefante sono inseriti proprio per volere di MJ, che chiede di far sembrare le sneakers sempre nuove, anche quando utilizzate più volte.

AIR JORDAN IV

air jordan 4Fanno il loro debutto nel 1989, unendo un’elevata comodità con uno stile impeccabile, sia dentro che fuori dal campo. Vengono lanciate in una serie di colorway diverse, tra le quali la White Cement, diventata celebre per essere la protagonista di una scena del film Do the Right Thing di Spike Lee, indossate da Buggin Out (interpretato da Giancarlo Esposito, celebre anche per il ruolo di Gustavo “Gus” Fring in Breaking Bad).

AIR JORDAN V

air jordan 5Rilasciate nel 1990, le Air Jordan V si segnalano sin da subito per un design rivoluzionario, ispirato ai caccia della seconda guerra mondiale e caratterizzato dal disegno dei denti di squalo lungo la suola color ghiaccio, di gomma traslucida. Come se non bastasse, il modello entra nell’Olimpo della cultura pop quando viene più volte indossato da Will Smith in Il Principe di Bel-Air.

AIR JORDAN VI

air jordan 6Per il modello del 1991, MJ, amante delle calzature fatte da artigiani italiani, chiede a Tinker Hatfield una mission impossible; il campione vuole infatti una scarpa da basket con una punta pulita, elegante, raffinata. Il designer riesce nell’impresa e regala a Michael uno dei modelli più iconici, che accompagna il fuoriclasse alla conquista del primo anello in NBA.

AIR JORDAN VII

air jordan 7Tinker Hatfield e MJ provano ancora una volta a rivoluzionare lo sneaker game, con un design ispirato direttamente all’arte delle tribù dell’Africa occidentale e il logo Nike Air completamente assente; le scarpe passano alla storia perché indossate durante la cavalcata vincente del Dream Team USA nelle Olimpiadi del ‘92 a Barcellona.

AIR JORDAN VIII

air jordan 8 Le Air Jordan VIII vengono messe sul mercato nel 1993, anno in cui MJ colleziona il terzo titolo NBA consecutivo e MVP delle Finals; si tratta dell’unico modello di Air Jordan con il doppio strap incrociato e il logo Jumpman circolare. Nel commercial Michael è accompagnato da colui che lo affiancherà nel suo esordio da attore protagonista al cinema, Bugs Bunny.

AIR JORDAN IX

air jordan 9Rilasciate dopo l’annuncio del primo addio al parquet, nel 1994, e dunque mai indossate dal campione sul campo da gioco, anche se paradossalmente calzate dalla statua che l’1 novembre 1994 viene costruita a Chicago in onore di “His Airness”. Spike Lee ha più volte dichiarato che si tratta del suo modello di Jordan preferito.

AIR JORDAN X

air jordan 10Le scarpe dal design semplice ed essenziale avrebbero dovuto essere un tributo al cestista del passato, che ormai aveva deciso di darsi al baseball; a dimostrazione di ciò le scritte impresse sulla suola, che ricordano alcuni momenti gloriosi della carriera, ormai conclusa, di MJ. Jordan non è però dello stesso avviso; con queste scarpe il 19 marzo del 1995 rimette piede sul parquet con i suoi Chicago Bulls, dando a tutti il vago sentore che di date gloriose da imprimere sulle suole dei successivi modelli ce ne sarebbero state ancora molte.

AIR JORDAN XI

air jordan 11Le scarpe del ritorno, dell’inizio ufficiale della seconda vita da cestista; MJ vuole che sia un ritorno in grande stile e chiede all’ormai fidato Hatfield di regalargli una scarpa che possa essere indossata anche con uno smoking. Il designer raccoglie la sfida ed alterna elegante pelle verniciata a inserti di mesh di derivazione militare; il risultato non delude le aspettative, per una delle Jordan più amate in assoluto, che il campione decide di sfoggiare anche ad Hollywood (sono le scarpe che Michael indossa in Space Jam).

AIR JORDAN XII

air jordan 12Sembra che per realizzare questo modello Tinker Hatfield prese ispirazione da calzature femminili, nonché dalla bandiera del Giappone; sono le scarpe dell’impresa leggendaria del 14 giugno 1996, data in cui in gara 5 delle Finals Jordan con febbre a 40° mette a referto 38 punti.

AIR JORDAN XIII

air jordan 13Le Air Jordan XIII accompagnano Michael alla conquista del sesto e ultimo anello in NBA; danno l’impressione di riprodurre le sembianze di una zampa di pantera, con gli ologrammi che ricordano molto da vicino gli occhi di un felino.

AIR JORDAN XIV

air jordan 14L’ultimo modello indossato con la maglia dei Chicago Bulls, nel 1998, quando MJ mette in garage una macchina della più famosa casa automobilistica italiana, la Ferrari, il cui stile ha chiare influenze sul design di queste scarpe.

AIR JORDAN XV

air jordan 15Mai indossate sul campo da gioco poiché lanciate dopo l’annuncio del secondo ritiro, le Air Jordan XV sono tra i modelli meno conosciuti ed apprezzati della linea. Hatfield, come 10 anni prima, si lascia ispirare dallo stile di un aereo militare, il North America X-15, con alcuni dettagli inediti, come la parte alta in kevlar e il rinforzo in Pebax sul tallone, che non incontrano però il gusto del pubblico.

AIR JORDAN XVI

air jordan 16È un periodo di grandi cambiamenti per MJ che da dietro la scrivania, da co-proprietario dei Wizards affida la realizzazione delle Air Jordan XVI a Wilson Smith II, mettendo fine (temporaneamente) alla collaborazione di lunga data con Tinker Hatfield. Il risultato è uno dei modelli più curati esteticamente.

AIR JORDAN XVII

air jordan 17Il richiamo del campo è ancora troppo forte; His Airness nel 2001 torna sul parquet, questa volta con la maglia dei Washington Wizards, con una scarpa con chiare influenze di musica jazz, Aston Martin e golf. È la prima Jordan che raggiunge l’esorbitante cifra di 200$, venduta in una scatola metallica che include un CD-ROM.

AIR JORDAN XVIII

air jordan 18Nuovo designer (Tate Kuerbis) e fine definitiva della carriera di MJ sul parquet; con le Air Jordan XVIII Jordan gioca il 9/03/2003 la sua ultima partita in NBA. La scarpa esce nella colorazione “Black/ Sport Royal”.

Autore: Tommaso Cordoglio

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